I Ricorsi alle Autorità Superiori

Presentate dal Consigliere Vito Campanile nell'anno 2001

 

INDICE

 

 

Ricorso per l'annullamento atto deliberativo di Consiglio Comunale n°48 del 30/07/01 "Approvazione Regolamento per insediamenti e l'esercizio di attività commerciali nel centro storico"

 

Premessa

Scopo di tale regolamento è quella di dare una "interpretazione autentica" alle norme previste dal Programma di Fabbricazione vigente e del Regolamento Edilizio del P.R.G. adottato con atto del Commissario Straordinario n°48 del 16.02.99 ed attualmente all'esame del competente organo regionale ai sensi dell'art.16 della legge 56/80.

Dall'esame dei punti del regolamento si comprende che non si tratta di "interpretazione autentica " bensì di un  "nuovo regolamento" che modifica sia quello del  P.d.F. che quello del P.R.G. in via di approvazione.

Si riportano di seguito due  esempi che contrastano le affermazioni dell'estensore del regolamento:

·        l'art.3 comma a) " A precisazione di quanto previsto al comma 5, art.6, Titolo II del regolamento Edilizio annesso al vigente P.d.F. e al punto A sub 2 dell'art.34 del regolamento Edilizio annesso al P.R.G. adottato, l'altezza minima netta interna, dei locali da destinare ad attività commerciali, artigianali, uffici privati, deve risultare non inferiore a metri 2,70 per locali con solaio piano; tale altezza è prescritta in chiave per locali con copertura voltata"

Ora il comma 5, art.6, Titolo II del Regolamento annesso al regolamento Edilizio annesso al vigente P.d.F. richiamato nell'articolo del nuovo regolamento  così recita: "I locali terreni destinati a botteghe, magazzini di deposito, rimesse ecc. dovranno avere l'altezza minima di m.2.80. Per i locali coperti a volta si assumerà come altezza la media tra quella del piano d'imposta e quella del colmo dell'intradosso."

Mentre il punto A) sub 2 dell'art.34 del R.E. del P.R.G. citato nello stesso articolo così si esprime:

"Per le destinazioni di cui alla lettera g) negozi di vendita, sale di lettura ecc. l'altezza minima interna dei locali non deve essere inferiore a m.3.00"

In conclusione si vorrebbe fare passare come "interpretazione autentica" che l'altezza minima di m.2,80 prevista del P.d.F., portata a m.3.00 dal P.R.G.  diventi di m.2,70. Credo che l'interpretazione dei numeri sia affidata a maghi od astrologi.

·        Art.4 - "E' consentito l'utilizzo di scantinati e seminterrati, anche per attività che comportino l'accesso al pubblico e la sua permanenza, previo parere favorevole del Responsabile del servizio igiene e Sanità Pubblica ed a condizione che: ……."

In contrasto con l'art.38 del Regolamento Edilizio del P.R.G. che così recita " I locali dei piani interrati non possono essere utilizzati come locali di categoria A (A1, locali abitabili, A2 locali

agibili) ed S1( servizi e bagni )"

Preso atto

Che il Consiglio Comunale ha disposto una variante, mascherata come "interpretazione autentica",  al Regolamento Generale del P.R.G. senza seguire il procedimento di adozione del medesimo strumento generale.

Che il regolamento  inviato ai capigruppo in via preliminare (all.1), è stato sostituito da uno nuovo(all.2) in sede di riunione della commissione consiliare del 27.07.01 (all.3).

Chiedono

Che la delibera venga annullata per violazione

·        dell'art. 51, ultimo comma della L.R.56/80 e  del D.G.R. 6320/89

·        dell'art.46 comma 15 del Regolamento del Consiglio Comunale di Rutigliano che prevede che " Le proposte relative alla modifica di regolamenti devono essere comunicate ai capigruppo consiliari almeno quindici giorni prima dell'adunanza nella quale dovrà essere iniziato l'esame." (all.4).

Con osservanza

I consiglieri Comunali : Vito Campanile, Roberto Romagno, Vito Antonio Lombardo, Oronzo Valenzano, Franco Lombardo, Maria Rosaria Limitone.

 

Risposta del CO.RE.CO.          Prot. N.1923          Bari 10 Agosto 2001

 

Al Sig.Sindaco del Comune di Rutigliano

 

Oggetto: Comune di Rutigliano,delibera n°48 del 30/07/2001 "Approvazione Regolamento per         l'insediamento e l'esercizio di attività commerciali nel centro storico.

 

LA SEZIONE DI CONTROLLO DI BARI

Nella seduta dell'8/8/2001

Al fine di una più completa e definitiva valutazione dell'atto;

-         Visti gli artt. 3, 26 e 39 della L.R. sui controlli n°22/94

-         Fatto salvo ed impregiudicato l'ulteriore esame dell'atto sotto ogni  altro profilo di legittimità

CHIEDE CHIARIMENTI

Da fornirsi con apposito atto deliberativo

Affinchè l'ente

-         Faccia tenere adeguate controdeduzioni ai rilievi rappresentati nella allegata opposizione,condividendone i rilievi e le argomentazioni

-         Proceda alla eliminazione dei vizi e delle difformità riscontrate

-         Trasmetta il Regolamento così rivisitato con la formale attestazione di coerenza e conformità dello stesso con il Regolamento edilizio e la connessa normativa di riferimento.

Iltermine per l'esecutività della delibera in oggetto è sospeso a norma di legge.

 

Il segretario (Rag.Filippo Centonze)

 

 

Ricorso per l’annullamento atto deliberativo di Consiglio Comunale n.41 del 14.6.2001 “Modifica art.13 commi 1 e 2 del regolamento edilizio in ordine alla composizione della commissione edilizia”

 

Premessa

Con delibera di C.C. n.41 del 14 giugno 2001, il consiglio  comunale ha deliberato la modifica all’art. all’art.13, comma 1) del vigente regolamento edilizio comunale di cui al P.di F., modificato con delibera di C.C. n 6 del 25.01.1982 nonché la modifica anche all’art. 20, comma 2, dello schema di regolamento edilizio - allegato n.23 al piano regolatore generale, adottato con atto del Commissario Straordinario n. 48 del 16.02.99 ed attualmente all’esame del competente organo regionale per la successiva approvazione o rinvio da parte della giunta regionale ai sensi dell’art. 16 della legge 56/80.

·       Il Regolamento Edilizio comunale, così come modificato dalla delibera  di C.C. n.6 del 25.01.1982 prevede la composizione della  Commissione Edilizia come segue:

Rappresentanti di diritto :

a)   Sindaco o di un Assessore o Consigliere comunale, delegato, quale presidente;

Rappresentanti a nomina del Consiglio Comunale:

b)  Due consiglieri comunali, di cui uno della minoranza;

c)   Quattro esperti nelle materie inerenti all’urbanistica e all’edilizia, di cui uno imprenditore edile

d)  Un legale designato dal Sindaco;

e)   Un rappresentante designato dal Presidente della Consulta per la tutela dell’Ambiente.

L’ing. Comunale e l’Ufficiale Sanitario partecipano come membri consultivi.

·        L’art. 20 del regolamento edilizio adottato con delibera di C.S. n.48 del 16. 02.1999, nel rispetto delle disposizioni regionali e di quelle relative alla semplificazione e alla gestione dei procedimenti derivanti dalla L. n.127/97, dispone che “ la commissione edilizia comunale è composta da :

a)   il dirigente  dell’Ufficio Tecnico comunale che la presiede o suo delegato;

b)  il medico del distretto USL o suo delegato,

c)   il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco o suo delegato su specifica richiesta del dirigente ove necessita;

d)  sei esperti nominati dal Consiglio Comunale nel modo che segue:

·        un ingegnere  ed un architetto scelti tra una terna proposta dal relativo ordine professionale;
 un geometra o perito industriale residente nel comune, scelto tra una terna proposta dal relativo ordine;

·        un geologo scelto tra una terna proposta competente per territorio;

·        un avvocato scelto tra una terna proposta dal relativo ordine competente per territorio esperto in diritto amministrativo;

·        un ingegnere ed architetto scelto tra una terna proposta dal relativo ordine professionale esperto in materia paesaggistica,

·        inoltre, per particolari questioni tecniche e/o urbanistiche, può essere nominato un esperto senza diritto di voto dal Sindaco su richiesta della C.E.

esercita le funzioni di segretario della Commissione, senza diritto di voto, un impiegato del Comune

·        Tanto premesso si ritiene che la delibera di C.C. n.41 2001 nel attribuire in sostanza un potere del Sindaco di nominare i componenti a sua discrezione anche al di fuori delle terne professionali sul presupposto che la commissione edilizia sia un organo a supporto dell’Amministrazione piuttosto che un organo tecnico a supporto dell’Ufficio, sia inficiata dai seguenti vizi.

·        Violazione L.R. n. 56/80 art. 15 comma 1 n.4; art.51 ultimo comma.

A) L’art. 15 della L.R.56/80 relativo agli elaborati del Piano regolatore generale  prevede, al punto 4 in ordine alla formazione, attribuzione e funzionamento delle commissioni urbanistica e /o edilizia comunale, che dette commissioni  devono comprendere  almeno un (non è vietato nominare più) ingegnere ed architetto, esperti in disciplina urbanistico - edilizia, scelti su segnalazione dei competenti ordini professionali;  nei comuni con aree sottoposte a tutela paesaggistico - ambientale la commissione deve comprendere anche un tecnico laureato esperto in tali settori, scelto su segnalazione degli stessi ordini professionali.

B) l’art. 51 ultimo comma della L.R.56/80 come modificato ed integrato dalla delibera di Giunta Regionale n.6320 del 13 novembre 1989, fissa anche i criteri  per la formazione dei regolamenti edilizi comunali. A pag. 90, punto 2), la stessa Delibera detta i criteri per la formazione della Commissione edilizia che dovrà essere composta dal seguente nucleo base:

Sindaco o assessore delegato  che la presiede ( non è prevista la nomina di un semplice consigliere comunale quale Presidente);

un Consigliere di maggioranza;

un Consigliere di minoranza;

il Capo dell’Ufficio Tecnico Comunale o suo delegato;

un ingegnere scelto tra una terna proposta dal competente Ordine Professionale;

un architetto scelto tra una terna proposta dal competente Ordine Professionale;

un procuratore legale o avvocato, con specifica competenza in diritto amministrativo, scelto tra una terna proposta dal competente Ordine Professionale;

nei comuni ove leggi statali e regionali, piani territoriali e/o il PRG individuino aree sottoposte a tutela paesaggistica - ambientale, la Commissione dovrà comprendere nel nucleo base anche un laureato in ingegneria o architettura, scelto dai competenti Ordini Professionali, con documentata formazione e/o esperienza nel settore;

nell’eventuale ampliamento del nucleo base i comuni devono scegliere i componenti tecnici delle Commissioni entro le categorie indicate nella lettera p) dell’art. 51 della legge regionale 56/80 (tra terne proposte dai competenti Ordini Professionali) in funzione delle particolari necessità urbanistiche ed edilizie locali e dei vincoli che incidono sul territorio.

- Inoltre,  pag. 91, ai punti 11) e 12) della citata Delibera, si legge che la Commissione deve essere rinnovata ogni triennio …….e decade di diritto alla scadenza…. e che sei mesi prima della scadenza il Sindaco deve predisporre gli atti per il rinnovo della Commissione richiedendo le terne ai competenti Ordini Professionali.

La previsione normativa appare chiara ciò nonostante la norma regolamentare illegittima non prevede tali figure in modo espresso ma si limita a prevedere nel capo secondo del deliberato che il Sindaco possa nominare degli esperti in modo del tutto generico.

            Violazione L.R. 56/80 art. 16

L’art. 16  della L.R.56/80 prevede che ......... “ le varianti al piano regolatore generale sono adottate senza la preventiva autorizzazione della regione e seguono il procedimento di adozione ed approvazione del piano regolatore generale” ossia : deposito, pubblicazione , osservazioni e esame osservazioni da parte del Consiglio Comunale.

           Il regolamento edilizio è un elaborato di P.R.G.( art. 15, punto 4, della L.R. n.56/80); pertanto una modifica  al regolamento edilizio è una variante allo strumento urbanistico generale e non può avvenire nei modi in cui di fatto si è avverata.

                       Violazione art. 4 L.n.444/94 di conversione del D.L. n. 293/94.

Gli organi  della pubblica amministrazione a scadenza del mandato in base alla vigente normativa (D. L. 16 maggio 1994, n. 293, convertito in legge luglio 1994 n.444) svolgono le funzioni attribuite sino alla scadenza del termine di durata previsto per ciascun di essi ed entro tale termine devono essere ricostruiti  . Gli organi amministrativi non ricostruiti entro il termine di scadenza sono prorogati per non più di quarantacinque giorni, decorrenti dalla scadenza del termine predetto. Tale normativa è applicabile anche agli organi consultivi ausiliari degli organi di amministrazione attiva e quindi anche alla commissione edilizia per cui è illegittima la previsione che la commissione resti in carica sino all’insediamento della nuova commissione.

            Violazione D.Lgs. 267/2000 art.107

L’art.107 del D. L.vo 267 del 18 agosto 2000,  prevede che spetta ai dirigenti la gestione amministrativa e quindi tutti i compiti, compresa l’adozione di atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno ed in particolare per il caso di specie i provvedimenti di autorizzazione, concessione o analoghi, il cui rilascio presupponga accertamenti e valutazioni, anche di natura  discrezionale, nel rispetto di criteri predeterminati dalla legge, dai regolamenti, da atti generali di indirizzo, ivi comprese le autorizzazioni e le concessioni edilizie.

·        In sintesi si ribadisce che il consiglio Comunale in contrasto  con la normativa vigente ha  disposto:

1.   Una variante ( attenuata col termine di “ modifica”) allo strumento urbanistico generale ( P.R.G.) adottata senza seguire il procedimento di adozione del medesimo strumento generale art 16 della legge regionale 56/80 e art.51 ultimo comma della L.R.56/80 come modificato ed integrato dalla delibera di Giunta Regionale n.6320 del 13 novembre 1989;

2.   la designazione del consigliere comunale quale presidente non è previsto in seno alla Commissione dall’art. 51 ultimo comma della L.R.56/80 come modificato ed integrato dalla delibera di Giunta Regionale n.6320 del 13 novembre 1989  rif. pag. 90, punto 2, lettera a);

3.   la nomina del responsabile di servizio avente poteri consultivi è in contrasto, oltre che  a quanto sopra riportato, con l’art.107 del D. L.vo 267 del 18 agosto 2000 per i poteri gestionali che derivano per legge;

4.    la nomina di esperti in materia urbanistica - edilizia non definiti professionalmente per superare illegittimamente la designazione dei tecnici al di fuori delle terne definite dagli Ordini Professionali [ rif. art. 15 e 51 l.r. 56/, lettera p),  modificato ed integrato dalla delibera di G.R. n.6320 del 13 novembre 1989, pag. 90., punto 4) ];

5.   la designazione del legale non scelto tra quelli segnalati dall’ordine professionale [rif. delibera di G.R. n.6320 del 13 nov. 1989, punto 2, lettera g)];

6.   la “prorogatio” sino all’insediamento della nuova Commissione e non già per non più di 45 giorni dalla scadenza naturale;

7.   la durata in carica della Commissione edilizia per tutto il tempo del mandato amministrativo è in contrasto con quanto disposto a pag. 91, punto 11, della citata Delibera regionale, che prevede “La Commissione deve essere rinnovata ogni triennio”

Per quanto sopra si chiede l’annullamento della delibera di C.C. n.41 del  14.6.2001.

I Consiglieri Comunali F.Lombardo, V.Campanile, V.A.Lombardo, M.Limitone, O.Valenzano,R.Romagno

 

Risposta  del CO.RE.CO.

 

Nella seduta del 26.06.01 è stata presa la seguente decisione

 

Pronuncia

L'annullamento del provvedimento in oggetto per vizio di legittimità (violazione di legge)

-         Violazione della L.R.56/80 art.15 comma 1 n°4 ed art.51 ultimo comma

-         Violazione del D.G.R. 13/11/1989 n°6320

-         Violazione dell'art.4 della legge 444/94

-         Violazione dell'art.107 del 267/2000

-         Violazione art.51,ultimo comma della L.R.56/80.e D.G.R.6320/89

Il legale rappresentante dell'Amministrazione interessata è incaricato della esecuzione della presente determinazione.

Il segretario

Rag.Filippo Centonze